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Studio Piazza

Quanto tempo ci vuole per avere una risposta da parte dello studio?

Cerchiamo di risponderti entro 24 ore, ma soprattutto, preveniamo ricorse e urgenze con una pianificazione accurata di tutti gli adempimenti.

Chi seguirà concretamente la mia azienda?

Un’assistente di studio dedicata ti affiancherà per accogliere le tue richieste, monitorare le tue scadenze e gli aggiornamenti. Sarà lei il tuo contatto principale con lo studio, e si assicurerà di farti avere le risposte dei professionisti tra un incontro e l’altro.

Come è strutturato Studio Piazza?

Studio Piazza è organizzato in tre aree che lavorano insieme. Professionisti: dottori commercialisti e revisori dei conti. Sono i tuoi consulenti su avvio d’impresa, gestione ordinaria e straordinaria, contenzioso e ogni tema di gestione aziendale. Contabilità: il tuo punto di riferimento quotidiano. Ti assistiamo, rispondiamo alle tue domande e gestiamo i tuoi dossier di contabilità e pianificazione fiscale. Amministrazione: il back office organizzativo dello studio. Coordiniamo anche medicina e sicurezza sul lavoro, corsi di formazione e convegni.

Come funziona la consulenza in Studio Piazza?

La consulenza in Studio Piazza non si limita a registrare numeri e rispettare le scadenze. Sei tu a non dover rincorrere lo studio: ti contattiamo ogni mese, senza aspettare la tua chiamata.Impostiamo la pianificazione fiscale molti mesi in anticipo, così sai per tempo cosa ti aspetta. L’IVA te la comunichiamo un mese prima della scadenza, non il giorno prima. E due volte l’anno ci sediamo insieme, di persona, per una revisione fiscale. La contabilità è automatizzata: il tempo che si libera lo usiamo per capire la tua attività e ragionare con te sulle decisioni da prendere.Quando ti serve una competenza che va oltre contabilità e fisco, ti mettiamo in contatto con i professionisti del nostro network.

Come posso mettermi in contatto con lo Studio?

Telefono e email. Trovi tutti i riferimenti nel piè di pagina del sito. Se preferisci di persona, puoi richiedere un incontro nella nostra sede di Castenedolo, pensata con aree accoglienza e sale formazione dedicate.

Perché vi definite uno studio “clientecentrico”?

Perché al centro mettiamo la persona, non la pratica. La nostra è una consulenza calda, uno-a-uno, opposta alla freddezza dei grandi studi. Il rapporto si regge su sincerità, affidabilità e reperibilità: sai chi ti segue, sai come raggiungerlo, sai che ti risponde.

Che differenza c’è tra Studio Piazza e il network di professionisti?

Studio Piazza si occupa direttamente di consulenza imprenditoriale, fiscale e gestione della contabilità, oltre a contenzioso tributario, operazioni straordinarie, medicina e sicurezza del lavoro, formazione e convegni. I partner del nostro network offrono consulenza aziendale.

Clienti

Avete clienti del mio settore?

Probabilmente sì. Lavoriamo con realtà di vari settori: manifatturiero, edilizia, commercio, servizi, libere professioni, sport e associazionismo. Nella prima consulenza gratuita ti diciamo se abbiamo già esperienza nel tuo specifico ambito e quale dei nostri professionisti ti seguirà.

Vi occupate solo di aziende o anche di partite IVA?

Seguiamo un target trasversale: dal libero professionista e dall’artigiano in regime forfettario alle società di capitali strutturate, srl e SpA. Lavoriamo anche con il mondo sportivo e associazionistico, che ha esigenze fiscali e contabili specifiche.

A chi si rivolge Studio Piazza?

I nostri clienti sono:

  • PARTITE IVA: Artigiani, commercianti, lavoratori autonomi e liberi professionisti
  • SOCIETÀ DI PERSONE:  Società di persone (snc e sas) 
  • SOCIETÀ DI CAPITALI Società di capitali (SpA e Srl), cooperative, consorzi
  • ENTI E ASSOCIAZIONI: Terzo settore: ASD, SSdrl, ETS, OdV, ApS, Imprese sociali, fondazioni

Seguiamo la tua realtà in tutte le fasi: nuova apertura, crescita, passaggio generazionale, operazioni straordinarie, cessione o acquisizione.
Il nostro metodo (pianificazione fiscale con un anno di anticipo, contatto mensile proattivo, valutazioni in presenza due volte all’anno) funziona meglio con chi vuole capire attivamente i propri numeri e usarli per decidere, non solo riceverli a giochi fatti.

Partite Iva

Regime forfetario: ho superato la soglia dei 85.000 euro: cosa succede adesso?

Esci dal forfetario e passi al regime ordinario dall’anno successivo. Ci sono implicazioni su IVA, deducibilità delle spese e contributi: ti accompagniamo nella transizione fornendoti tutti i suggerimenti utili.

Come faccio a sapere se il regime forfetario mi conviene ancora?

Dipende da ricavi, spese reali e previsioni di crescita. Te lo simuliamo in fase di consulenza iniziale, con i numeri, non a spanne.

Ho la partita IVA e voglio cambiare commercialista: come funziona il passaggio?

Pensiamo noi alla parte burocratica: recuperiamo la documentazione contabile e fiscale dal tuo studio precedente, verifichiamo che non ci siano pratiche in sospeso e impostiamo da zero la tua contabilità.

Quanto costa la vostra assistenza alla mia partita IVA?

Nella prima consulenza gratuita analizziamo la tua situazione (volume di fatturato, numero di operazioni, eventuali necessità straordinarie) e ti facciamo un preventivo dettagliato tagliato sulle tue esigenze.

Società di persone

Cosa succede se un socio vuole uscire dalla società?

In linea generale, un socio può uscire dalla società di persone per recesso (se lo statuto lo prevede o ricorrono giuste cause) o tramite cessione della propria quota ad altri soci o a terzi, con il consenso degli altri soci. In assenza di accordo, le strade si complicano e si può arrivare allo scioglimento della società.

Sul piano fiscale, la cessione di quota genera una plusvalenza tassabile in capo al cedente, calcolata come differenza tra il corrispettivo ricevuto e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.

È un’operazione che richiede attenzione su tre fronti contemporaneamente: quello societario (atto notarile, aggiornamento del registro imprese), quello fiscale (tassazione della plusvalenza, eventuali effetti sulle riserve) e quello dei rapporti tra soci (liquidazione della quota, debiti o crediti pendenti). Affrontarla senza una consulenza specifica espone a errori costosi.

Quando conviene trasformare una SNC o SAS in SRL?

Non esiste una soglia universale, ma ci sono segnali precisi che indicano che è il momento di valutarlo.La trasformazione in SRL tende a convenire quando il reddito societario è elevato e la tassazione IRPEF per trasparenza supera sistematicamente quella che si avrebbe con l’IRES (24%) applicata a una SRL. Oltre una certa soglia di reddito imponibile, la progressività IRPEF pesa più dell’aliquota flat dell’IRES. Ci sono però altri fattori rilevanti: la volontà di limitare la responsabilità personale dei soci, la necessità di strutturare meglio la governance, l’ingresso di nuovi soci o investitori, o semplicemente la crescita dell’attività a un livello in cui la forma societaria semplice non regge più. La trasformazione da società di persone a SRL è un’operazione fiscalmente neutra se fatta nel rispetto delle norme (art. 170 TUIR), ma ha costi notarili, gestionali e di compliance che vanno messi in conto. Una valutazione seria richiede una simulazione comparativa sui tuoi numeri reali.

I soci possono fare prelievi in qualsiasi momento?

I prelievi dei soci in una società di persone non sono equiparabili a uno stipendio. Sul piano fiscale, i soci di SNC e SAS non possono dedurre dalla base imponibile della società i compensi che si attribuiscono, a differenza di quanto avviene, in certi casi, nelle SRL. I prelievi rappresentano un anticipo sugli utili, e se a fine anno l’utile reale è inferiore a quanto prelevato, la differenza diventa un credito della società verso il socio. Sul piano pratico, prelievi non pianificati possono creare tensioni di liquidità, squilibri tra soci e problemi in sede di chiusura del bilancio. Prima di stabilire un ritmo di prelievi, vale la pena fare una simulazione sul reddito atteso e concordare una politica condivisa tra i soci.

Come funziona la tassazione per trasparenza in una società di persone?

La società di persone non paga l’IRES come una SRL. Il suo reddito viene “imputato” ai soci in proporzione alle quote di partecipazione, e ciascun socio lo dichiara nella propria dichiarazione dei redditi, dove viene tassato con le aliquote IRPEF progressive. Questo significa che se la società produce 80.000 € di reddito e tu hai il 50% delle quote, dichiari 40.000 €, anche se quei soldi sono rimasti in cassa e non li hai mai toccati. È uno degli aspetti che sorprende di più chi gestisce una società di persone: puoi trovarti a pagare imposte consistenti su un reddito che, in quel momento, non è disponibile sul tuo conto corrente. Per questo la pianificazione fiscale anticipata è l’unico modo per non arrivare a giugno impreparati.

Qual è la differenza tra SNC e SAS dal punto di vista fiscale?

Dal punto di vista fiscale, SNC e SAS funzionano in modo molto simile: entrambe sono tassate per trasparenza, cioè il reddito prodotto dalla società viene attribuito direttamente ai soci in proporzione alle loro quote, indipendentemente da quanto hanno effettivamente incassato.La differenza principale è societaria, non fiscale: nella SNC tutti i soci rispondono illimitatamente e solidalmente dei debiti sociali. Nella SAS esistono due categorie: i soci accomandatari, che gestiscono la società e rispondono illimitatamente, e i soci accomandanti, che rispondono solo nei limiti della quota conferita ma non possono svolgere atti di gestione.In termini pratici: se sei socio accomandante di una SAS e la società ha debiti, il tuo rischio è limitato a quanto hai investito. Se sei socio di una SNC, o socio accomandatario di una SAS, il tuo patrimonio personale è esposto.

Società di capitali

Cos’è il controllo di gestione e quando serve davvero?

È l’insieme di strumenti ( budget, analisi degli scostamenti, monitoraggio dei margini) che ti permette di capire come sta andando l’azienda durante l’anno, non solo quando arriva il bilancio. Serve quando le decisioni operative (assumere, investire, tagliare costi) devono essere supportate da dati aggiornati, non da stime.

Quando è obbligatoria la revisione legale dei conti?

Per le SRL, scatta quando per due esercizi consecutivi si superano almeno due dei tre parametri: totale attivo oltre 4 milioni di euro, ricavi oltre 4 milioni, dipendenti medi oltre 20. Per le SPA è obbligatoria in ogni caso. Matteo Piazza è revisore legale iscritto al Registro MEF e svolge questa attività direttamente.

Come funziona la tassazione dei dividendi per i soci?

I dividendi distribuiti ai soci persone fisiche sono tassati con una ritenuta a titolo d’imposta del 26%. Per i soci società, si applica invece la participation exemption (parziale esenzione). La pianificazione della distribuzione degli utili è una delle variabili che gestiamo durante l’anno, non solo a bilancio chiuso.

Qual è la differenza fiscale principale tra SRL e SPA?

Entrambe pagano IRES (24%) e IRAP, ma la SPA ha obblighi di governance e revisione più stringenti e soglie minime di capitale sociale più alte. La scelta dipende dalle dimensioni, dalla struttura dei soci e dagli obiettivi di crescita: non esiste una risposta valida per tutti.

Enti e associazioni

Cos’è il RUNTS e chi deve iscriversi?

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore è il registro pubblico in cui devono iscriversi OdV, ApS, enti filantropici, imprese sociali, reti associative e fondazioni ETS per accedere alle agevolazioni fiscali previste dal Codice del Terzo Settore. L’iscrizione non è automatica: richiede statuto adeguato, requisiti specifici e documentazione. Ti seguiamo noi in tutto il processo.

Qual è la differenza tra ASD, SSD e ETS?

L’ASD (associazione sportiva dilettantistica) e la SSD (società sportiva dilettantistica, nella forma di SRL) sono enti che svolgono attività sportiva dilettantistica e accedono ad agevolazioni fiscali specifiche. L’ETS (ente del Terzo Settore) è una categoria più ampia del Codice del Terzo Settore che comprende OdV, ApS, imprese sociali e altri enti con finalità civiche o solidaristiche. Le due categorie non si escludono: alcune ASD possono iscriversi al RUNTS se ne hanno i requisiti.

La nostra associazione ha anche attività commerciali: perdiamo le agevolazioni?

Non necessariamente. La normativa prevede che gli enti non commerciali possano svolgere attività commerciali accessorie senza perdere il regime agevolato, a condizione che restino secondarie rispetto all’attività istituzionale. Il confine però è delicato e va monitorato: è uno degli aspetti che teniamo sotto controllo durante l’anno. Cos’è il regime della L. 398/91 e quando conviene alle ASD? È un regime forfetario agevolato riservato alle ASD e SSD che non superano 400.000 euro di proventi commerciali annui. Semplifica la contabilità e riduce il carico fiscale sulle attività commerciali (sponsorizzazioni, pubblicità, cessione di diritti). Conviene nella maggior parte dei casi, ma va verificato rispetto alla situazione specifica dell’ente.

Quando conviene trasformare un’associazione in impresa sociale o fondazione?

Dipende dagli obiettivi, dal volume di attività e dalla struttura dei finanziamenti. L’impresa sociale consente di svolgere attività economica in modo strutturato mantenendo finalità di interesse generale. La fondazione è più adatta quando c’è un patrimonio dedicato e una missione di lungo periodo. Valutiamo caso per caso insieme.

I volontari possono ricevere rimborsi spese? Come si documentano?

Sì, i volontari possono ricevere rimborsi spese effettive documentate oppure rimborsi forfetari entro i limiti previsti dalla legge (attualmente 10 euro giornalieri, 150 euro mensili per gli ETS). Superare queste soglie o non documentare correttamente può far perdere la qualifica di volontario con conseguenze fiscali per l’ente. La documentazione corretta è fondamentale.

Come funzionano i compensi sportivi dopo la riforma del 2025?

La riforma dello sport ha ridefinito le categorie di lavoratori sportivi, introdotto obblighi contributivi INPS per i collaboratori sportivi che superano determinate soglie e modificato il trattamento fiscale dei compensi. È uno degli ambiti in cui gli errori sono frequenti e le verifiche dell’Agenzia delle Entrate in aumento. Lo gestiamo direttamente.

Consulenza contabile e fiscale

Mi avvisate prima delle scadenze?

Sì, è la base del nostro lavoro. L’IVA la comunichiamo un mese prima del versamento. F24 e dichiarazioni li trovi nel piano fiscale annuale che condividiamo a inizio anno. Se cambia una scadenza, te lo diciamo noi prima.

Come riuscite a intercettare ogni spesa deducibile?

Usiamo un sistema di automazione contabile che importa direttamente gli estratti conto bancari. Ogni movimento viene analizzato e classificato, così nessuna spesa utile a ridurre il carico fiscale resta fuori dalla contabilità.

Mi fate vedere i numeri durante l’anno?

Sì. Durante l’anno ci vediamo in presenza per una valutazione fiscale completa: andamento, scostamenti dal previsionale, decisioni da prendere. Tra un check e l’altro la contabilità prosegue grazie all’importazione automatica degli estratti conto bancari.

Esiste un modo per ottimizzare imposte e contributi?

Sì, e si lavora su più leve insieme: scelta del regime fiscale corretto, deduzione integrale di tutte le spese di pertinenza, gestione dei tempi di acquisto e versamento (anticipare un acquisto o un contributo può cambiare il saldo dell’anno), valutazione di dividendi e compensi su srl, welfare aziendale, ammortamenti pianificati. L’automazione contabile aggancia ogni movimento del conto: niente spese deducibili dimenticate. La pianificazione a dodici mesi ti permette di vedere l’effetto di una scelta prima di farla.

Cosa si intende per “contatto proattivo mensile”?

Una volta al mese ti scriviamo o ti chiamiamo noi per aggiornarti su novità fiscali che ti riguardano, scadenze in arrivo, opportunità da valutare. Niente “commercialista fantasma” da rincorrere a giugno.

In cosa consiste la vostra pianificazione fiscale anticipata?

Pianifichiamo il tuo carico fiscale con un anno di anticipo: sai quante imposte pagherai prima ancora che l’anno finisca. L’IVA te la comunichiamo un mese prima della scadenza, così niente F24 last-minute e niente ansia da liquidità.

Posso gestire la contabilità e i documenti online?

Sì. Lo scambio di documenti passa da un’area riservata online; offriamo conservazione sostitutiva e fatturazione elettronica. Puoi anche attivare la “contabilità condivisa”: tu gestisci la parte operativa, lo Studio si occupa di adempimenti formali e dichiarativi. Due volte all’anno ci vediamo in presenza per la valutazione fiscale, perché certi ragionamenti si fanno meglio guardandosi in faccia.

Con che frequenza mi fornite assistenza?

Ogni mese ti contattiamo noi: è il contatto proattivo. Non sei tu a doverci rincorrere per scadenze o aggiornamenti. Ci vediamo in studio per la valutazione fiscale: numeri alla mano, andamento, simulazioni, decisioni strategiche. Per le richieste quotidiane puoi raggiungerci su WhatsApp, email, area riservata online.

Quanto costa una consulenza fiscale?

La prima consulenza è gratuita. Ci raccontiamo come lavoriamo, ci racconti la tua attività, e poi ti facciamo un preventivo dettagliato sulle attività che davvero ti servono.

Posso sapere oggi quante imposte pagherò il prossimo anno?

Sì, ed è il senso del nostro metodo. La pianificazione fiscale anticipata calcola con dodici mesi di anticipo le imposte sul tuo conto economico previsionale: a inizio anno hai il quadro completo dei versamenti che ti aspettano. Se i numeri reali si allontanano dalle previsioni, aggiorniamo durante l’anno: niente sorprese al saldo.

Avvio nuova attività

Cos’è il regime forfettario e per chi ha senso?

È un regime fiscale agevolato per partite IVA con ricavi fino a 85.000 Euro l’anno. Il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività al fatturato (che cambia in base al codice ATECO), poi si paga un’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% nei primi cinque anni se sei una nuova attività e rispetti i requisiti).

Niente IVA in fattura, contabilità semplificata, niente ISA. Conviene se hai pochi costi deducibili e ricavi sotto soglia. Se invece hai investimenti pesanti, magazzino, dipendenti o lavori prevalentemente con clienti che detraggono l’IVA, spesso il regime ordinario è più vantaggioso. È una valutazione che facciamo insieme prima dell’apertura, numeri alla mano.

Quali sono i primi passi burocratici per avviare un’attività?

I principali sono: scelta della forma giuridica (ditta individuale, società di persone, società di capitali), apertura della partita IVA con il codice ATECO corretto, iscrizione al Registro delle Imprese per le attività commerciali, iscrizione INPS nella gestione corretta (artigiani, commercianti, gestione separata), copertura INAIL se ci sono dipendenti o rischio specifico, eventuale SCIA al Comune o autorizzazioni di settore. Sembra una lista lunga, ma seguita nell’ordine giusto si chiude in pochi giorni. Ce ne occupiamo noi e ti diamo un calendario chiaro: cosa parte subito, cosa va fatto entro 30 giorni, cosa fare quando arriva il primo dipendente.

Come si valuta la redditività di un’idea imprenditoriale?

Si parte da un conto economico previsionale: ricavi attesi, costi fissi e variabili, margine, punto di pareggio. A questi numeri si aggiunge il peso fiscale e contributivo, che spesso viene sottovalutato. Noi facciamo proiezioni a 12 mesi prima ancora che tu apra: capisci subito quanto ti resta in tasca, in quale regime conviene partire e quale struttura societaria regge meglio l’idea.

È obbligatorio avere un commercialista per la partita IVA?

Per legge no: chi è in regime forfettario può occuparsi da sé degli adempimenti. In pratica, però, anche un forfettario rischia di sbagliare codice ATECO, scordare contributi, o lasciare per strada deduzioni e crediti d’imposta che valgono molto più della parcella. Per le società un riferimento tecnico è di fatto necessario. Quello che ti diamo non è solo l’adempimento ma la pianificazione: sai con un anno di anticipo quanto pagherai e dove puoi intervenire.

Quanto costa un commercialista all’anno per una partita IVA?

Dipende dal regime fiscale, dal volume di fatture e dalla complessità della tua attività. Un forfettario con poche fatture costa meno di una società di capitali con dipendenti e magazzino. Per questo non troverai un listino: dopo la prima consulenza gratuita ti facciamo un preventivo costruito sul tuo caso, con il dettaglio di cosa è incluso e cosa no.

Quanto costa l’apertura di una partita IVA?

La prima consulenza è gratuita: ci sediamo, ascoltiamo il tuo progetto e ti diamo un preventivo dettagliato sulle attività che servono davvero. Niente pacchetti standard prima di averti incontrato.

Operazioni straordinarie

Offrite supporto anche per operazioni complesse o straordinarie?

Sì. Seguiamo fusioni, scissioni, conferimenti, trasformazioni e cessioni d’azienda. Gestiamo i rapporti con fondi di private equity e accompagniamo l’imprenditore nel passaggio generazionale, dalla parte fiscale alla scelta degli strumenti societari più adatti.

Vi occupate di acquisti e cessioni di aziende o di quote societarie?

Seguiamo le operazioni di M&A (merger & acquisition) negli aspetti contabili, fiscali e di valutazione: due diligence, calcolo del valore d’azienda, struttura fiscale dell’operazione, gestione delle dichiarazioni post-cessione. Per la parte legale e contrattuale lavoriamo con i partner del network.

Quando restare srl oppure tornare a ditta individuale?

La scelta si fonda su tre fattori: tassazione, costi di gestione, rischio. La società a responsabilità limitata ha tassazione separata sull’utile (IRES al 24% più IRAP) e protegge il patrimonio personale, ma costa di più mantenerla: contabilità ordinaria, deposito bilanci, costi camerali. La ditta individuale è più snella ma il reddito entra direttamente nell’IRPEF progressiva e il patrimonio personale risponde dei debiti d’impresa. Tornare a ditta individuale ha senso se il fatturato è calato stabilmente, se non ci sono più rischi di responsabilità rilevanti e se i costi della srl pesano più del beneficio fiscale. Si fa una simulazione comparativa e si decide sui numeri.

Quando conviene cambiare tipo di società?

Ecco alcune situazioni tipiche:

  • gli utili crescono e la tassazione personale (IRPEF + addizionali) inizia a superare quello che pagheresti con una srl (IRES sull’utile + tassazione solo sui dividendi che effettivamente prelevi)
  • vuoi proteggere il patrimonio personale: con ditta individuale o società di persone rispondi con i tuoi beni dei debiti d’impresa, con una società di capitali no
  • entrano nuovi soci o un investitore: serve una struttura che gestisca quote, governance, eventuali patti parasociali
  • si avvicina un passaggio generazionale e vuoi trasferire l’azienda in modo ordinato (le quote di una srl si donano e si cedono molto più facilmente di una ditta individuale)
  • vuoi trattenere utili in azienda per reinvestirli: nella ditta individuale e nelle società di persone tutto il reddito è tassato in capo a te ogni anno per trasparenza, anche se non lo prelevi; nella srl gli utili non distribuiti restano tassati solo IRES

Cambiare forma non è mai solo una scelta fiscale: incide su responsabilità, costi di gestione, rapporti con banche e fornitori. La nostra consulenza ti aiuta a definire la scelta più sensata. 

Quali sono i vantaggi di una fusione o di una scissione?

La fusione serve a integrare attività e a creare sinergie: due aziende diventano una, con risparmio di costi amministrativi, semplificazione del gruppo, posizione di mercato più forte. La scissione fa l’opposto: separa rami d’azienda, immobili o asset in società distinte. Si usa per proteggere il patrimonio dai rischi operativi, per preparare la cessione di un ramo, per riorganizzare la famiglia proprietaria. Sono operazioni con impatti fiscali e legali importanti. La valutazione si fa in anticipo, simulando i numeri post-operazione e verificando il regime di neutralità fiscale.

Come si prepara un dossier per investitori o fondi?

Servono numeri solidi e una storia leggibile. Il pacchetto base: business plan con proiezioni a 3-5 anni, conto economico storico ricostruito e normalizzato, KPI di settore, analisi del mercato, struttura del team, valutazione dell’azienda. Più allegati documentali: visure, bilanci certificati, contratti rilevanti, situazione debitoria. Ti aiutiamo a costruire i numeri e a presentarli nel formato che fondi e investitori si aspettano.

Cos’è la due diligence e a cosa serve nelle acquisizioni?

È l’analisi che si fa prima di comprare un’azienda o una quota: si verificano contabilità, fiscalità, contratti, posizione lavoro, contenziosi, autorizzazioni. Serve a far emergere passività nascoste, rischi latenti e criticità che incidono sul prezzo e sulle clausole del contratto. Una due diligence fatta bene evita di ereditare debiti fiscali o cause di lavoro che non sapevi esistessero. Ce ne occupiamo lato contabile e fiscale, in raccordo con i partner legali del network.

Come funziona il passaggio generazionale in azienda?

Si pianifica per tempo, non si improvvisa. Gli strumenti principali sono il patto di famiglia, la donazione di quote, il trust e la creazione di una holding di famiglia. La normativa prevede agevolazioni significative (art. 3, comma 4-ter del D.Lgs. 346/1990) per il trasferimento di aziende o quote a coniuge e discendenti, a condizione che chi riceve prosegua l’attività per almeno cinque anni. La parte tecnica (atti, fiscalità, governance) la gestiamo. Per quella più delicata (far parlare le generazioni, definire ruoli e tempi) ti affianchiamo con i partner del network specializzati in continuità d’impresa.

Quando è necessaria una trasformazione societaria?

Quando la forma attuale non regge più quello che fai. I segnali tipici: il fatturato cresce e il regime ordinario di una ditta individuale diventa fiscalmente pesante, vuoi proteggere il patrimonio personale dai rischi dell’attività, entrano nuovi soci o vuoi prepararti a farne entrare, stai pensando a un passaggio generazionale, ti servono finanziamenti o investitori che chiedono una struttura più solida. La trasformazione (per esempio da ditta individuale o società di persone a srl) si valuta sui numeri: simulazione fiscale a confronto, costi di gestione della nuova forma, benefici reali.

Quante tasse pagherò il primo anno di attività?

Te lo diciamo prima di iniziare. La pianificazione fiscale anticipata serve esattamente a questo: a inizio anno proiettiamo a 12 mesi imposte e contributi sul tuo conto economico previsionale, così sai già quanto verserai e quando. Niente sorprese al primo F24: il numero lo conosci da gennaio.

Contenzioso tributario

Quali sono i costi per difendersi contro l’Agenzia delle Entrate?

Due voci principali: il contributo unificato dovuto allo Stato per iscrivere il ricorso (proporzionale al valore della lite, da poche decine a qualche migliaio di euro per liti rilevanti) e l’onorario professionale per la difesa tecnica. Quest’ultimo dipende dalla complessità della causa, atti coinvolti e gradi di giudizio. Prima di partire ti diamo un preventivo chiaro, e ti diciamo soprattutto se conviene davvero ricorrere o se è meglio chiudere con altri strumenti.

In quali casi conviene l’accertamento con adesione?

Quando l’atto presenta margini di trattativa nel merito e si vuole chiudere senza arrivare al contenzioso. L’accertamento con adesione, regolato dal D.Lgs. 218/1997, permette di rideterminare imposta e sanzioni in contraddittorio con l’ufficio, riducendo le sanzioni a un terzo del minimo previsto. Ha un altro vantaggio pratico: presentando l’istanza si sospendono per 90 giorni i termini per il ricorso, dando tempo per valutare. Conviene quando l’accertamento non è palesemente nullo ma c’è spazio per ridurre l’imponibile contestato.

È possibile annullare un atto fiscale in autotutela?

Sì, quando l’atto contiene errori evidenti: persona sbagliata, importo già versato, calcolo manifestamente errato, documentazione presentata e non considerata. L’istanza si presenta allo stesso ufficio che ha emesso l’atto. La riforma del 2023 ha distinto un’autotutela obbligatoria, in cui l’ufficio è tenuto ad annullare in presenza di errori specifici, e una facoltativa, lasciata alla discrezionalità. Utile come prima mossa, ma non sospende i termini per il ricorso: l’una non esclude l’altro.

Quanto tempo ho per presentare un ricorso tributario?

Sessanta giorni dalla notifica dell’atto, secondo l’art. 21 del D.Lgs. 546/1992. Il termine è perentorio: scaduto, l’atto diventa definitivo. Si sospende durante il periodo feriale (1-31 agosto) e in caso di accertamento con adesione, che blocca i termini per ulteriori 90 giorni. Il calcolo esatto va fatto caso per caso: te lo facciamo noi alla prima consulenza, così sai entro quando decidere.

Cosa devo fare appena ricevo una cartella esattoriale?

Per prima cosa, leggere bene gli importi, l’ente impositore e la data di notifica: i termini partono da lì. Hai sessanta giorni per agire e diverse strade possibili: pagare, chiedere la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, presentare istanza di autotutela se rilevi un errore evidente, oppure proporre ricorso davanti alla Corte di giustizia tributaria. La cosa peggiore è ignorarla: scaduti i termini si attivano fermo amministrativo, ipoteca e pignoramento. Portacela appena arriva: in pochi giorni capiamo se conviene contestare o pagare, e con quali strumenti.

Medicina e sicurezza del lavoro

Cosa rischia un’azienda che non è in regola con il D.Lgs. 81/08?

Sanzioni amministrative e penali a carico del datore di lavoro, con ammende e arresto previsti per le violazioni più gravi. In caso di infortunio o malattia professionale, l’irregolarità apre la responsabilità civile e penale del datore di lavoro e dei dirigenti delegati. È prevista anche la sospensione dell’attività imprenditoriale se le violazioni superano determinate soglie. Mettersi in regola costa molto meno di quanto costi un controllo trovato fuori norma.

Il DVR va aggiornato ogni anno?

Non a scadenza fissa annuale. L’art. 29 del D.Lgs. 81/08 prevede l’aggiornamento in caso di modifiche significative del processo produttivo o dell’organizzazione, di infortuni gravi, di novità normative rilevanti, oppure quando i risultati della sorveglianza sanitaria lo rendono necessario. Detto questo, una revisione annuale è una buona prassi: serve a verificare che il documento sia ancora aderente alla realtà dell’azienda.

Ogni quanto vanno rinnovate le visite mediche?

Dipende dal rischio e dal protocollo sanitario stabilito dal medico competente. Di norma le visite periodiche sono annuali, ma alcune attività hanno cadenze diverse: ad esempio, per i videoterminalisti senza prescrizioni la visita è in genere quinquennale (biennale sopra i 50 anni). Il medico competente personalizza il protocollo sulla base del DVR e delle condizioni del lavoratore.

Cosa fa concretamente il medico competente?

Effettua le visite mediche (preventive prima dell’assunzione, periodiche, su richiesta del lavoratore, su cambio mansione), rilascia il giudizio di idoneità alla mansione, fa il sopralluogo annuale negli ambienti di lavoro, partecipa alla riunione periodica di prevenzione e protezione, collabora alla redazione e all’aggiornamento del DVR. È una figura prevista dal D.Lgs. 81/08 quando esiste sorveglianza sanitaria.

Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria in azienda?

Quando il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) la prevede. Il D.Lgs. 81/08, all’art. 41, la rende obbligatoria per i lavoratori esposti a rischi specifici: videoterminali per più di 20 ore settimanali, movimentazione manuale di carichi, rumore, vibrazioni, agenti chimici, biologici o cancerogeni, lavoro notturno e altri casi previsti da norme speciali. La valutazione la fa il medico competente in raccordo con il datore di lavoro.

Formazione e convegni

Offrite formazione finanziata con i Fondi Interprofessionali?

[da compilare con info Studio: conferma operatività con Fondi Interprofessionali (Fondimpresa, Fondoprofessioni, ecc.) e modalità di accesso]

Posso richiedere un corso di contabilità personalizzato per il mio staff?

Sì. Costruiamo percorsi su misura per amministrazione e ufficio acquisti delle aziende clienti: gestione di prima nota e fatturazione elettronica, lettura di bilancio per non addetti ai lavori, IVA pratica, adempimenti periodici. Si tarano contenuti e durata sul livello di partenza dello staff e sugli strumenti che usate in azienda.

La formazione sulla sicurezza è obbligatoria per tutti i dipendenti?

Sì. L’art. 37 del D.Lgs. 81/08 prevede una parte generale (4 ore) per tutti i lavoratori e una parte specifica differenziata per livello di rischio della mansione (4, 8 o 12 ore). Sono previsti corsi aggiuntivi per dirigenti, preposti, RLS, addetti antincendio e primo soccorso, oltre a quelli per attrezzature specifiche (carrelli elevatori, piattaforme, gru, ecc.). La formazione è una nostra area diretta: organizziamo i corsi nelle nostre sale o presso la tua azienda.

Come funzionano i vostri incontri di networking?

Tre o quattro volte all’anno invitiamo i nostri clienti agli attesissimi incontri di aggiornamento e networking gratuiti: se sei cliente puoi invitare anche le persone che vuoi. Ogni appuntamento ruota attorno a un tema concreto per chi fa impresa: dall’organizzazione del tempo e delle priorità all’uso dell’intelligenza artificiale nelle vendite, fino a temi come fiscalità e cyber security. Al termine c’è sempre l’aperitivo di networking: il momento per conoscere altri imprenditori e fare due chiacchiere fuori dalla sala.

Che tipo di corsi di formazione offrite?

Studio Piazza organizza corsi sulla sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/08 e percorsi su temi che ti servono ogni giorno in azienda: public speaking, contabilità, Excel, intelligenza artificiale. Organizziamo anche pomeriggi formativi pensati per chi fa impresa: momenti per aggiornarti e fare networking, tra i più apprezzati dai nostri clienti e dai loro ospiti. In questa pagina puoi trovare i video di alcuni eventi. Segui le news e iscriviti alla newsletter per ricevere aggiornamenti!

Network Studio Piazza

Quali servizi offrono i partner di Studio Piazza?

Lo Studio Piazza Network include consulenza legale, consulenza del lavoro e altri partner per varie aree della consulenza d’impresa. Sono servizi separati dallo Studio, erogati da professionisti partner; quello che ti garantiamo è il coordinamento: parli con noi, dietro si muove la persona giusta.

Quali vantaggi offre la vostra struttura “all-in-one”?

Non devi coordinare professionisti che non si parlano tra loro. Per la parte fiscale, contabile e di pianificazione lavori direttamente con noi, così come per medicina, sicurezza del lavoro e formazione. Per consulenza legale, consulenza del lavoro, medicina e sicurezza sul lavoro ti appoggi ai partner del nostro network. Un solo punto di riferimento, soluzioni integrate.

Consulenza legale

Mi occupo di un’associazione sportiva. La consulenza legale copre anche questo settore?

Sì. Erika Scaroni ha una specializzazione specifica nel diritto sportivo, maturata nel ruolo di Giudice Unico Regionale e territoriale per il C.S.A.In. Se gestisci un’ASD o una SSD e hai questioni legate a statuti, tesseramenti, controversie disciplinari o rapporti con i collaboratori, è il riferimento giusto.

Ho un socio con cui non vado più d’accordo. Cosa posso fare?

Le opzioni dipendono dal tipo di società e da cosa prevede lo statuto o i patti parasociali. Si può lavorare su una mediazione tra soci, un arbitrato, o ( nei casi più seri) un’azione giudiziale. Avere un commercialista e un avvocato che ragionano insieme sulla stessa situazione è utile soprattutto qui: le implicazioni fiscali e societarie di uno scioglimento o di una modifica degli assetti vanno valutate in parallelo, non dopo.

Ho un cliente che non paga da mesi. Come funziona il recupero crediti?

Dipende dall’importo, dalla documentazione che hai e dal comportamento del debitore. In genere si inizia con un sollecito formale e una proposta di accordo. Se non basta, si ottiene un titolo esecutivo e si procede con il pignoramento. Nei casi più complessi, quando il debitore è in difficoltà strutturale, si valuta anche l’inserimento nelle procedure concorsuali. Il network copre tutte le fasi, incluso il recupero crediti europeo.

Che differenza c’è tra una questione stragiudiziale e una giudiziale? Da dove si parte?

Si parte quasi sempre dalla via stragiudiziale: una lettera formale, una trattativa, un piano di rientro, una mediazione. È più veloce, meno costosa e spesso sufficiente. Si passa alla via giudiziale (tribunale, decreto ingiuntivo, esecuzione forzata) quando la controparte non risponde o non adempie. Gli avvocati del network valutano fin da subito quale percorso ha più senso nel tuo caso specifico, senza trascinare la questione oltre il necessario.

Devo già essere cliente di Studio Piazza per accedere alla consulenza legale?

No, puoi rivolgerti agli avvocati del network anche se non sei cliente dello studio per i servizi contabili e fiscali. Detto questo, se lo sei già, il vantaggio è concreto: non devi ricostruire la storia della tua azienda da capo, il contesto fiscale, societario e contabile è già conosciuto, e questo accelera l’analisi e riduce i margini di errore.

Consulenza del lavoro

Un consulente del lavoro interviene anche nelle crisi aziendali?

Sì. Gestisce le procedure di cassa integrazione, attiva gli ammortizzatori sociali, supporta nella riorganizzazione e segue le relazioni sindacali, sia in fase preventiva che nelle trattative.

Che differenza c’è tra consulente del lavoro e commercialista?

Il commercialista si occupa di contabilità, bilancio e fiscalità d’impresa. Il consulente del lavoro è specializzato esclusivamente in gestione del personale, diritto del lavoro e adempimenti previdenziali: sono due figure complementari, non sovrapponibili. Nel caso di Studio Piazza, entrambe le competenze sono disponibili all’interno dello stesso network.

La consulenza del lavoro in Studio Piazza assiste anche i lavoratori?

Sì. I privati possono rivolgersi al consulente per dimissioni online, richiesta di NASPI, congedi parentali e di maternità, ANF, bonus e altre pratiche INPS legate alla propria situazione personale o familiare.

Quanto tempo risparmia l’azienda con un consulente esterno?

Molto. Gli adempimenti legati al personale sono numerosi e ricorrenti. Delegarli a chi li conosce a fondo libera imprenditore e management per dedicarsi a vendite, produzione e sviluppo.

Di cosa si occupa concretamente un consulente del lavoro?

Segue tutto ciò che riguarda il personale: assunzioni e cessazioni, elaborazione delle buste paga, gestione dei contributi INPS e INAIL, contrattualistica, pratiche previdenziali, ammortizzatori sociali e rapporti con enti e istituzioni.

Perché affidare la gestione del personale a un consulente del lavoro?

Perché le norme cambiano di continuo: contratti collettivi, contributi, scadenze INPS, ammortizzatori. Un professionista specializzato riduce il rischio di errori, sanzioni e contenziosi che, spesso, costano molto più del servizio stesso.

Consulenza d’impresa

Cosa si intende per welfare “a misura d’uomo”?

Che i servizi inclusi nel piano sono pensati per la vita reale delle persone: spesa a domicilio, gestione di pratiche burocratiche, supporto a familiari con esigenze specifiche. Non voucher generici, ma soluzioni che i dipendenti usano davvero.

Da dove si parte per costruire un piano welfare?

Da uno studio di fattibilità: si analizza la situazione dell’azienda, il numero di dipendenti, la struttura dei compensi e gli obiettivi: riduzione del carico fiscale, fidelizzazione, produttività. Solo dopo si definisce il piano.

Il welfare aziendale è accessibile anche alle PMI?

Anche uno studio professionale o una piccola impresa può strutturare un piano welfare vantaggioso, proporzionato alle proprie dimensioni e al proprio budget.

Cos’è il welfare aziendale e perché conviene all’impresa?

È un insieme di benefit e servizi che l’azienda mette a disposizione dei dipendenti al posto (o in aggiunta)alla retribuzione in denaro. Conviene perché i benefit welfare sono esenti da contributi e, entro certi limiti, anche da tassazione: lo stesso importo costa meno all’azienda e vale di più per il dipendente.

Posso accedere alla consulenza patrimoniale anche se non sono già cliente di Studio Piazza?

Sì. La consulenza patrimoniale è aperta a chiunque. Essere già clienti dello studio ha però un vantaggio pratico: il consulente ha già accesso al quadro fiscale e societario, e non si parte da zero.

Come funziona la consulenza per il passaggio generazionale?

Si pianifica per tempo il trasferimento del patrimonio — aziendale e familiare — ai successori, minimizzando il carico fiscale e riducendo i rischi di conflitto tra eredi. Non è un atto notarile: è un processo che richiede pianificazione finanziaria, fiscale e legale coordinata.

Cos’è l’asset protection e quando serve?

È l’insieme delle strategie legali per proteggere il patrimonio personale dai rischi legati all’attività imprenditoriale. Serve a chi ha un’azienda, esercita una professione con responsabilità patrimoniale, o vuole tutelare i propri beni in previsione di eventi futuri (separazioni, successioni, contenziosi).

Qual è la differenza tra un consulente finanziario e una banca?

Un consulente finanziario indipendente lavora nell’interesse del cliente, non per collocare prodotti di una singola istituzione. L’approccio di Alessandro Ronconi è costruito su questa logica: prima si analizza la situazione, poi si individuano gli strumenti più adatti — senza vincoli di catalogo.

Cos’è il wealth management e a chi si rivolge?

È un approccio consulenziale che gestisce il patrimonio nella sua totalità — investimenti, protezione degli asset, immobili, previdenza, passaggio generazionale. Si rivolge a imprenditori, professionisti e privati con un patrimonio articolato che richiede una gestione coordinata nel tempo.

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