Una difesa tecnica nei rapporti con il fisco
Ricevere un atto dall’amministrazione finanziaria può generare preoccupazione.
Ti affianchiamo con una strategia chiara e mirata alla migliore soluzione
Analisi degli atti impositivi
Esaminiamo avvisi di accertamento, cartelle di pagamento e le relative sanzioni per valutarne la legittimità e la fondatezza.
Predisposizione di ricorsi
Facciamo valere le tue ragioni presso le corti di giustizia tributaria (ex commissioni tributarie).
Assistenza dinanzi agli uffici finanziari
Ti rappresentiamo nel dialogo con Agenzia delle Entrate ed Agenzia Entrate e Riscossione
Difesa dagli enti previdenziali
Ti supportiamo nelle controversie legate a contributi e accertamenti ispettivi da parte di Inps o altri istituti.
Strategie di risoluzione e mediazione
Non ogni lite deve finire in tribunale. Valutiamo tutti gli strumenti deflativi del contenzioso per chiudere le controversie nel modo più rapido ed economico possibile per te.
Autotutela
Interveniamo presso l’amministrazione per richiedere l’annullamento di atti palesemente errati o illegittimi senza ricorrere al giudice.
Accertamento con adesione
Negoziamo con l’ufficio fiscale per rideterminare le imposte dovute e ridurre le sanzioni
Rappresentanza in udienza
Ti assistiamo tecnicamente durante le udienze presso le corti tributarie di ogni ordine e grado.
Metodo
Analisi dei rischi e difesa proattiva
Hai ricevuto un accertamento e non sai come muoverti?

FAQ
Rispondiamo a qualsiasi tua domanda
Ecco le risposte alle domande frequenti dei nostri clienti. E, se hai altre curiosità… scrivici!
Quali sono i costi per difendersi contro l’Agenzia delle Entrate?
Due voci principali: il contributo unificato dovuto allo Stato per iscrivere il ricorso (proporzionale al valore della lite, da poche decine a qualche migliaio di euro per liti rilevanti) e l’onorario professionale per la difesa tecnica. Quest’ultimo dipende dalla complessità della causa, atti coinvolti e gradi di giudizio. Prima di partire ti diamo un preventivo chiaro, e ti diciamo soprattutto se conviene davvero ricorrere o se è meglio chiudere con altri strumenti.
Quanto tempo ho per presentare un ricorso tributario?
Sessanta giorni dalla notifica dell’atto, secondo l’art. 21 del D.Lgs. 546/1992. Il termine è perentorio: scaduto, l’atto diventa definitivo. Si sospende durante il periodo feriale (1-31 agosto) e in caso di accertamento con adesione, che blocca i termini per ulteriori 90 giorni. Il calcolo esatto va fatto caso per caso: te lo facciamo noi alla prima consulenza, così sai entro quando decidere.
È possibile annullare un atto fiscale in autotutela?
Sì, quando l’atto contiene errori evidenti: persona sbagliata, importo già versato, calcolo manifestamente errato, documentazione presentata e non considerata. L’istanza si presenta allo stesso ufficio che ha emesso l’atto. La riforma del 2023 ha distinto un’autotutela obbligatoria, in cui l’ufficio è tenuto ad annullare in presenza di errori specifici, e una facoltativa, lasciata alla discrezionalità. Utile come prima mossa, ma non sospende i termini per il ricorso: l’una non esclude l’altro.
In quali casi conviene l’accertamento con adesione?
Quando l’atto presenta margini di trattativa nel merito e si vuole chiudere senza arrivare al contenzioso. L’accertamento con adesione, regolato dal D.Lgs. 218/1997, permette di rideterminare imposta e sanzioni in contraddittorio con l’ufficio, riducendo le sanzioni a un terzo del minimo previsto. Ha un altro vantaggio pratico: presentando l’istanza si sospendono per 90 giorni i termini per il ricorso, dando tempo per valutare. Conviene quando l’accertamento non è palesemente nullo ma c’è spazio per ridurre l’imponibile contestato.
Cosa devo fare appena ricevo una cartella esattoriale?
Per prima cosa, leggere bene gli importi, l’ente impositore e la data di notifica: i termini partono da lì. Hai sessanta giorni per agire e diverse strade possibili: pagare, chiedere la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, presentare istanza di autotutela se rilevi un errore evidente, oppure proporre ricorso davanti alla Corte di giustizia tributaria. La cosa peggiore è ignorarla: scaduti i termini si attivano fermo amministrativo, ipoteca e pignoramento. Portacela appena arriva: in pochi giorni capiamo se conviene contestare o pagare, e con quali strumenti.
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