Da dove trae origine

Questa forma di sostegno integra la normale retribuzione in denaro, offrendo vantaggi concreti attraverso soluzioni di Fringe benefit o rimborsi spese. Dal punto di fiscale, gode di importanti esenzioni da imposte e contributi sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.

Normalmente distinguiamo i piani welfare in tre categorie in base ovviamente alla loro origine:

1 Welfare di contratto: servizi resi obbligatori dai contratti collettivi nazionali di settore (CCN).

2 Welfare da Premio di Risultato: il dipendente può convertire i premi di produzione in servizi welfare con un enorme vantaggio fiscale e contributivo.

3 Welfare puro: accordi di secondo livello stabiliti dall’azienda volontariamente per migliorare il clima interno e trattenere i lavoratori.

Come e dove può essere speso?

Il credito welfare può essere speso in diverse aree di bisogno attraverso piattaforme digitali dedicate:

  • Salute e Previdenza: polizze sanitarie integrative, visite mediche e fondi pensione.
  • Famiglia e Istruzione: rimborso delle rette scolastiche, asili nido, libri di testo e assistenza ad anziani.
  • Potere d’acquisto: buoni spesa, buoni benzina e voucher.
  • Tempo libero: abbonamenti in palestra, biglietti per spettacoli e pacchetti viaggio.
  • mobilità: rimborso o acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico

Rapporto 2026 Welfare Index PMI

Sussiste una correlazione molto forte tra gli investimenti nel welfare a favore dei propri dipendenti e le performance industriali ottenute dalle imprese, Il dato emerge dal Rapporto 2026 Welfare Index PMI, l’iniziativa promossa con il patrocinio della presidenza del Consiglio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero delle Imprese.

Nello specifico tale indagine evidenzia come le aziende con i livelli più alti di welfare registrano in particolare una produttività media superiore del 20% e una redditività superiore del 40.5% rispetto alla media nazionale. Praticamente quando nelle imprese vengono offerti ai dipendenti servizi e benefici a crescere significativamente è anche il fatturato.

Dalla statistica emerge che il successo dipende dalla capacità delle imprese di integrare il welfare nella propria strategia, di sviluppare competenze e di coinvolgere i lavoratori, Non rappresenta una leva di costo ma un investimento che produce ritorni economici. Per quanto riguarda la tipologia di servizi offerti ai propri dipendenti ai propri dipendenti ed essere apprezzati sono in particolare quelli per la salute e l’assistenza, come anche la previdenza complementare.

Rispetto agli anni precedenti la consapevolezza del ruolo del welfare è cresciuta del 7.5% nelle aziende ed il numero delle aziende che lo usa come leva strategica in dieci anni è passato dal 8.5% al 19%.

Fonti e Riferimenti Normativi:

DPR 917/1986

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Andrea Cavalli
Andrea Cavalli

Titolare dello studio Arrigoni e Cavalli, esperto in materia di lavoro.

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