In linea generale, un socio può uscire dalla società di persone per recesso (se lo statuto lo prevede o ricorrono giuste cause) o tramite cessione della propria quota ad altri soci o a terzi, con il consenso degli altri soci. In assenza di accordo, le strade si complicano e si può arrivare allo scioglimento della società.
Sul piano fiscale, la cessione di quota genera una plusvalenza tassabile in capo al cedente, calcolata come differenza tra il corrispettivo ricevuto e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione.
È un’operazione che richiede attenzione su tre fronti contemporaneamente: quello societario (atto notarile, aggiornamento del registro imprese), quello fiscale (tassazione della plusvalenza, eventuali effetti sulle riserve) e quello dei rapporti tra soci (liquidazione della quota, debiti o crediti pendenti). Affrontarla senza una consulenza specifica espone a errori costosi.